Le MMA non sono uno sport. Partendo da questo presupposto mio padre non mi diede grande diritto di replica, oggi lo penso anche io. Lui che avvicinandosi alla lotta libera in quel di Genova non poteva che vedere a malo modo una disciplina che in realtà non era nulla di codificato. la necessità dello spettacolo ad uno sportivo non dovrebbe interessare, il desiderio è l'obbiettivo da conquistare, con il sudore, la fatica e come molti immaginano tanto dolore. Quelli come noi sono fighter particolari, fantasiosi, un pò ingenui, un po folli. ricerchiamo lo spettacolo, inutile negarlo, amiamo sentire il boato del pubblico su di uno slam o un colpo frustato, il nostro dolore li diverte e ci guardano un po invidiosi un po scettici. Alcuni di loro sentendosi distanti dal ring se ne sentono al sicuro , altri vorrebbero ma avvolti nei loro kimono puliti e candidi non osano, e allora ci deridono, accusandoci di non essere niente. E forse è vero non siamo nulla ; prendiamo il meglio da altri, mescoliamo il tutto per essere i migliori ed in verità non abbiamo un'identità, non abbiamo una storia. Noi vinciamo e perdiamo lottiamo sino allo stremo, lo facciamo per noi solo. Personalmente ho versato abbastanza sangue sotto i colpi di gente come me che - disilluso - non vedo nulla di romantico in tutto questo. Vedo solo una disciplina dura e potenzialmente illimitata, vedo e provo la paura del match, mi perdo nei pensieri che ti inchiodano le gambe prima di salire per dare il massimo e quella sensazione di metallo quando il sangue ti riempie il respiro o le labbra. Oggi mi sembra tutto scontato ma so già che un domani tutto questo mi mancherà, per un pugile è difficile ammettere la fine del proprio tempo, difficile rinunciare a tutte le emozioni, paure, speranze e ambizioni che ti porta l'attesa e il match. il tempo viene per tutti e sereno riconosco che solamente nell'onesta del proprio giudizio si dovrà , quando verrà, lasciare posto ad altri.
31 minuti fa

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